Chi Siamo

Norauto e l'ambiente


Norauto provvede al corretto smaltimento degli pneumatici usati dei propri clienti, in seguito ad una sostituzione presso le proprie officine. Tali pneumatici vengono raccolti avvalendosi di operatori autorizzati e ogni invio presso i centri di recupero viene regolarmente tracciato secondo quando previsto dalla normativa vigente.

Una cosa importante da sapere è che un pneumatico non è considerato un rifiuto comune. Per questo motivo non può essere gettato nel normale bidone dell’immondizia, ma dev’essere differenziato.

“Devo disfarmi di vecchi pneumatici: come posso fare?”

Una possibilità è portarli presso un ecocentro del comune, presso il quale i privati cittadini possono portare i propri rifiuti, dai materiali recuperabili ai rifiuti urbani pericolosi. Oppure potete contattare il gommista più vicino alla propria abitazione o una concessionaria.

È bene sapere che il servizio di ritiro degli pneumatici usati è gratuito perché è stato pagato in anticipo. Quando si acquistano gomme nuove infatti, si paga un contributo ambientale obbligatorio (questo deve essere riportato chiaramente sul documento fiscale di vendita), destinato a coprire le spese di smaltimento.

È molto importante smaltire in maniera corretta uno pneumatico perché, se gettato come un normale rifiuto, può diventare tossico e inquinante. Lo smaltimento dei pneumatici fuori uso (PFU) rappresenta un problema ambientale di grandi dimensioni, considerata l'enorme mole di ingombro che comporterebbe nelle discariche e tutti i problemi connessi, quali scarsa biodegradabilità, facilità di combustione, ristagno d'acqua con proliferazione di insetti e rischio di infezioni. Infatti le gomme sintetiche (elastomeri), che costituiscono i materiali con cui sono fatti i pneumatici, sono progettate per avere la maggior durata possibile (per questo stesso motivo, gli elastomeri possiedono anche un'elevata resistenza all'azione dei microrganismi, che impiegano più di un secolo prima di riuscire a distruggerli).

Il pneumatico fuori uso è composto da materie che possono essere reimpiegate in nuovi processi produttivi. Ad esempio:

- in industrie cementiere per il recupero energetico
- per la ricostruzione di nuovi pneumatici in quanto consente il riuso di circa l’80% dei materiali che lo compongono
- grazie a dei procedimenti industriali di taglio e granulazione dei pneumatici, è possibile separarne le diverse componenti (gomma, acciaio e fibra) ottenendo un materiale utilizzabile in molteplici maniere: mattonelle, pannelli fonoassorbenti, superfici sportive, suole per calzature, ruote per carrelli, pavimentazioni stradali, componenti per automobili, e numerosi altri.

Secondo il censimento di Legambiente, dal 2005 al 30 aprile 2011 sono state individuate 1.250 discariche illegali, per un’estensione di circa 6,6 milioni di metri quadrati. Un’area più vasta di 800 campi da calcio. “ Si va dalle discariche di ridotte dimensioni, frutto della smania di risparmiare qualche spicciolo da parte di piccoli operatori, gommisti, officine, trasportatori, intermediari – scrivono gli estensori del Rapporto – a quelle più grandi, dove appare evidente la presenza di attività organizzate per il traffico illecito, svolte sia in Italia sia all’estero”.
Per Maggiori Informazioni È Possibile Consultare Il Documento Ufficiale Di Legambiente A Questo Link.

IL COSTO ECONOMICO
Legambiente ha stimato le conseguenze economiche di “copertone selvaggio” (mancato pagamento dell’Iva per le attività di smaltimento, vendita illegale di pneumatici, perdite causate alle imprese di trattamento, fino agli oneri per la bonifica dei siti illegali di smaltimento).

La perdita economica per lo Stato può essere quantificata in oltre 140 milioni all’anno, di cui circa 3 milioni per il mancato pagamento dell’Iva sugli smaltimenti e la rimanente parte per il mancato pagamento dell’Iva sulle vendite dei pneumatici.

I mancati ricavi degli impianti di trattamento, costretti a lavorare a regimi ridotti a causa della fuoriuscita di pneumatici fuori uso dal ciclo legale, possono essere quantificati in almeno 150 milioni all’anno.
I costi di bonifica delle discariche abusive di pneumatici fuori uso sequestrate nel periodo 2005/settembre 2010, che solitamente sono a carico dei contribuenti, possono essere stimati in almeno 400 milioni.
Sulla base di queste stime non è azzardato ipotizzare un danno economico complessivo, sia alle finanze pubbliche sia all’imprenditoria legale, accumulato sempre nel periodo 2005/aprile 2011, di oltre 2 miliardi.